Al Signor Sindaco Dr. Piercarlo Fabbio Al Presidente del Consiglio Comunale Dr. Gianfranco Cuttica di Revigliasco All’Assessore al Bilancio e Finanze Geom. Franco Trussi Al Direttore della Direzione Staff Economico Finanziaria Dr. Paolo Ansaldi Alla Rappresentanza Sindacale Unitaria SEDE Alessandria, 19 gennaio 2012
OGGETTO: ESTERNALIZZAZIONE SERVIZIO TRIBUTI
I sottoscritti lavoratori del Comune di Alessandria, in presenza di un’eventuale imminente esternalizzazione dei dipendenti del Servizio Tributi presso la Società AL.TRI S.P.A., ribadiscono, rispettosamente, la loro volontà di continuare a svolgere la loro funzione lavorativa all’interno della struttura comunale. Due elementi di novità hanno ulteriormente rafforzato la nostra convinzione e in questa sede intendiamo portarli alla riflessione del livello istituzionale a cui, sommessamente, ci rivolgiamo. La prima novità è rappresentata dagli ultimi avvenimenti amministrativi, che hanno evidenziato la difficile situazione finanziaria del nostro Comune [simile a quella di altri Enti] e delle sue Partecipate, che determina una forte preoccupazione fra i lavoratori. La seconda novità, che – a nostro modesto parere – induce, obiettivamente, a rivedere anche precedenti decisioni, deriva dalla vera e propria rivoluzione nella finanza locale, rappresentata dall’introduzione già dal 1° gennaio 2012 dell’IMU e dal 1° gennaio 2013 della RES. A nessuno sfugge che – nell’ambito generale del Federalismo Fiscale – le novità sopra citate, alle quali va aggiunto il recupero dell’evasione erariale previsto nel protocollo di collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, rappresentano per le amministrazioni locali momenti decisivi di innovazione della loro politica tributaria. E proprio in questo contesto di profonda innovazione normativa riteniamo che la nostra convinta volontà di proseguire con il consueto massimo impegno possa esplicarsi compiutamente nella struttura interna all’Ente. Sicuri di un positivo riscontro i sottoscritti porgono cordiali saluti.
(Seguono le firme di tutti di dipendenti del Servizio Tributi)
Parrebbe, il condizionale è d’obbligo in questi casi, che in queste ultime ore la Società AL.TRI. (cui il comune vorrebbe affidare la gestione e riscossione dei tributi) ed il Corsorzio di Smaltimento dei Rifiuti siano stati presi di mira da venditori particolarmente insistenti. La strategia è collaudata: suonano alla porta, sono ben vestiti ed educati, si spacciano per ex assessori al Bilancio o ex Ragionieri Capo del Comune di Alessandria e propongono affari, sconti sulla bolletta del gas o dell’energia o del telefono o affidamenti di servizi pubblici di cui non si può fare a meno.
Con la scusa di visionare le bollette si fanno aprire la porta e, una volta entrati, si mostrano competenti, autorevoli, affidabili e, dando sfogo ai più abili trucchi comunicativi, convincono a sottoscrivere non sconti, ma nuovi contratti, più o meno convenienti.
Persone anziane, giovani inesperti e Consigli d’Amministrazione sono le vittime preferite, perché sono le più ingenue di fronte alle capacità persuasive dei venditori.
Nell’incertezza è meglio non aprire la porta.
Da notizie riportate oggi dalla Stampa, pare che a inizio settimana verrà presentata agli ufficiali giudiziari un’ingiunzione di pagamento per 8,3 Milioni di Euro nei confronti del Comune…
Tra i nostri dirigenti sta facendo scuola la consuetudine di non beneficiare delle proprie ferie soprattutto in prossimità di fine contratto o pensionamento. Ciò che sorprende è che le motivazioni addotte fanno impunemente riferimento a fantomatiche “esigenze organizzative e o di servizio” senza che si tenga minimamente conto che sono proprio gli stessi dirigenti preposti ad organizzare il servizio nell’ottica dell’efficienza e dell’economicità. O almeno così dicono quando parlano della produttività …degli altri dipendenti.
La notizia potrebbe anche essere trascurabile se non la si completasse con la semplice considerazione di quanto ci costa, soprattutto in una condizione economica sotto gli occhi di tutti e che ha costretto lo stesso sindaco, in 5 righe, a sollevare il problema del pagamento di fornitori e dipendenti.
In passato alcuni dirigenti hanno incassato, solo per mancate ferie, cifre fino a circa 20.000 euro. Fatti due calcoli ci permettiamo quindi, visto l’approssimarsi del fine mandato di questa giunta, di evidenziare che tra poco ben 5 dirigenti concluderanno il proprio rapporto di lavoro; in futuro potranno anche esser riassunti ma, nel frattempo, per il loro benessere psico-fisico (anche per il nostro) e per le casse comunali, li invitiamo cordialmente ad andare al mare.
I Comuni saranno costretti, dopo i provvedimenti del Governo, a imporre nuove tasse, come l’IMU, ma intanto hanno già cominciato a non ricevere più soldi dallo Stato. Chi pagherà personale e fornitori? (…) (CLICCA PER LEGGERE)
Continuano a fioccare le notizie, direttamente dall’albo pretorio on line.

E poi c’è questo atto con cui si impegnano 11.500 euro a favore di una società di rilevazioni statistiche, la Fullsearch, che realizza la ricerca “Monitor città”, pubblicata periodicamente sul Sole24Ore. Sarà per questo che i risultati per il Comune sono sempre così lusinghieri?
Comunicato stampa, Segreteria Generale Fp Cgil Nazionale
L’ossessione del precedente Governo era negare la crisi. Oggi la fase è cambiata e ad essere negata è l’evidenza. Dalla polemica sul posto fisso a quella sugli “ipergarantiti”, non passa giorno senza che un Ministro o un Sottosegretario si esprima con argomentazioni che denotano un’abissale lontananza dalla realtà oltre che un gusto dubbio per la battuta ad effetto. A questa brutta abitudine non sfuggono le mistificatorie argomentazioni sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: tutti si dimenticano però di specificare che l’art. 18 tutela dai soprusi e dalle discriminazioni e che anche nei servizi pubblici i licenziamenti, tanto individuali quanto collettivi, sono una realtà.
Quanto poi al lavoro pubblico, la presunta causa di tutti i mali del Paese, il licenziamento in tronco di quasi 30.000 precarie e precari della pubblica amministrazione tra il 2008 e il 2010, settore della conoscenza escluso, ci parla di un mondo diverso. Se i dati vengono letti con attenzione (…) (CLICCA PER CONTINUARE A LEGGERE)
“Il tema dei servizi all’infanzia è sottovalutato. Gli enti locali sono al collasso e non hanno gli strumenti per salvaguardare gli asili nido e le scuole materne. Bisogna intervenire immediatamente perché ad essere in gioco, e non è una forma retorica, è il futuro dei bambini, la qualità del loro apprendimento e lo sviluppo della loro personalità”, queste le parole pronunciate da Rossana Dettori, Segretaria Generale dell’Fp-Cgil Nazionale, a margine dell’iniziativa “Infanzia bene comune” tenutasi stamattina al Centro Congressi Frentani. Tra gli ospiti Stella Targetti, Assessore Regione Toscana, Annamaria Palmieri, Assessore Comune di Napoli e Adriana Querzè, Assessore Comune di Modena.
Dieci miliardi di tagli dal 2010 ad oggi per i soli enti locali, a cui vanno aggiunti i tagli che dai ministeri colpiscono a cascata Regioni, Province e Comuni, blocco del turn over, licenziamento dei precari, “troppi sono gli ostacoli al servizio pubblico rivolto ai bambini e alle loro famiglie, ma più in generale al sistema di welfare locale nel suo complesso e all’assistenza alla persona, con il risultato che la privatizzazione avanza – aggiunge Dettori - senza garanzia alcuna sulla qualità dei servizi offerti“.
“Bisogna modificare il Patto di Stabilità per permettere gli investimenti su asili nido e scuole materne, vanno sbloccate le assunzioni, investite tutte le risorse disponibili per potenziare i servizi. Ma soprattutto va costruito un sistema di governance che rimetta mano alle leggi regionali in materia, spesso obsolete, una riforma che garantisca l’estensione del servizio pubblico, la continuità educativa nella fascia 0-6 anni e l’allineamento del livello qualitativo e quantitativo dei servizi, vista la grande distanza tra il nord e il sud del Paese. I nidi e gli asili non sono solo luoghi necessari alla crescita dei bambini, ma anche luoghi di integrazione, un sostegno alle famiglie svantaggiate e un investimento sul futuro, anche in termini economici. L’infanzia è un bene comune – conclude la sindacalista – e tutelarla dovrebbe essere interesse di tutti”.